Azienda Agricola Bricco di Neive Dante Rivetti | Viticoltura sostenibile
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Viticoltura sostenibile

Rispetto e cura. Due parole naturali per la cantina Dante Rivetti, soprattutto se pronunciate in rapporto alla vigna.

 

Il rispetto della pianta, e di conseguenza del territorio che la ospita, passa per la cantina di Bricco Neive proprio dalla cura.

 

Un fattore che non va inteso come terapia alla malattia, ma come attenzione metodica ai bisogni della pianta, soddisfatti perciò non da antibiotici, ma da quella familiarità che qui lega uomini e luoghi praticamente da sempre.

 

Per questo la cantina Dante Rivetti da anni ha rinunciato ai prodotti di sintesi, impegnandosi al tempo stesso affinché tutti i materiali utilizzati nel vigneto abbiamo il minor impatto ambientale possibile.

 

Mutuare una mentalità del genere dalla vigna alla cantina è stata, anche in questo caso, una scelta naturale.

 

I materiali utilizzati nel vigneto sono scelti rispettando la natura: per ovviare al problema dello smaltimento di pali in cemento, nei nuovi impianti vengono utilizzati pali in ferro e per evitare l’uso di cordini in materiale plastico per il palizzamento delle viti è stato studiato un sistema di doppi fili e molle in acciaio che durano per tutta la vita del vigneto.

 

Stessa attenzione è data alla sanità della terra, fattore principale che influenza la qualità dei vini prodotti, infatti da qualche anno non vengono più distribuiti diserbanti chimici: il sottofila è lavorato con un attrezzo interceppi che taglia le radici delle infestanti provocandone il disseccamento naturale, mentre l’interfila è lavorato con una trinciatrice che taglia, sminuzza e interra l’erba, contribuendo così all’arricchimento del terreno in azoto, elemento principale che la vite richiede per la sua attività vegetativa, che in questo modo è somministrato naturalmente.

 

Fiore all’occhiello di tutto il processo di coltivazione e produzione è infine il metodo della Lombricoltura, che permette di trasformare i rifiuti organici in HUMUS grazie alla trasformazione degli scarti attraverso l’ecologica e totalmente naturale opera del lombrico.

 

Questo terriccio è indispensabile per mantere e reintegrare la fertilità del terreno in sostituzione ai fertilizzanti chimici.

 

L’impianto fotovoltaico che permette all’azienda di risparmiare fino a 200000 Kg di CO2 all’anno, integra il concetto secondo cui il territorio non è solo un luogo bensì casa; poco importa se di uomini o di piante.