Azienda Agricola Bricco di Neive Dante Rivetti | I Vigneti
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I Vigneti

I vigneti sono curati in ogni minimo particolare, e sono tenuti continuamente sotto controllo da Dante, che con i suoi modi rustici e magari un po’ bruschi, non si lascia sfuggire nessuna imperfezione nei lavori che vengono fatti tutti rigorosamente a mano.

 

La potatura e i diradamenti sono i passaggi più seguiti, infatti è proprio nei suoi filari ordinati come giardini, che Dante fiero ed orgoglioso, passa maggior parte del suo tempo, portando con se amici ed esperti con cui scambiare opinioni e fare quattro chiacchiere.

Bricco di Neive

Al Bricco di Neive, gli storici vigneti della famiglia circondano le cantine e si estendono sulla collina soprannominata “Boschi”; in queste vigne il Nebbiolo da Barbaresco e la Barbera sono i vitigni che dal 1950 fanno da testimoni a tre generazioni. Adiacente all’abitazione della famiglia Rivetti, si estende il vigneto di uva Moscato, e poco distante si trova il vecchio vigneto “anVarej” SitoVarej coltivato a Dolcetto d’Alba. Nella rimanente parte dell’appezzamento si estende il vitigno Nebbiolo per la produzione del Barbaresco d.o.c.g. BRICCO DI NEIVE Riserva. Esposizione da Sud verso Ovest.

Cascina Rivetti

La cascina Rivetti, rappresenta un po’ la storia della famiglia Rivetti che fin dai tempi antichi era soprannominata Valletta. La tenuta è situata sull’omonima collina Rivetti che si affaccia al vecchio borgo di Neive, e dopo più di un secolo è tornata a far parte della famiglia Rivetti. In questo appezzamento di terreno troviamo diverse varietà di colture, come pioppi, campi, seminativi e vigneti che rappresentano lo stile delle piccole-medie aziende a conduzione famigliare ancora presenti sul territorio. I vigneti sono piccoli, molto antichi e sono la testimonianza dei vitigni autoctoni del basso Piemonte: la Barbera, il Dolcetto, il Nebbiolo, il Moscato e di recente un nuovo impianto di uva Arneis.

Cascina Micca

Poco distante dal Bricco di Neive si trova il vigneto della cascina “Micca”, che si estende da Sud verso Ovest su un unico appezzamento di 5,8 ettari di cui 0,8 coltivati a Dolcetto e la rimanente parte di 5 ettari a Nebbiolo; con l’annata 2000 ha preso inizio la prima produzione di questo Barbaresco d.o.c.g. BRIC’MICCA.

Costigliole d’Asti

Sei ettari di terra coltivata a Pinot Nero, da cui l’azienda Rivetti per volontà e scelta di Ivan ottiene i suoi spumanti metodo classico bianco e rosè che prendono proprio il suo nome. Chardonnay e Moscato sono le altre due cultivar della tenuta.

I vitigni autoctoni

I vini di Langa sono espressione inconfondibile di un terroir, cioè dell’insieme di suolo ed elementi climatici. Le caratteristiche che conferiscono un’identità territoriale così precisa ai vini di questa zona sono la tradizionale vinificazione in purezza che origina vini mono-vitigno di forte personalità e l’origine autoctona di questi stessi vitigni.

 

Solo negli ultimi anni si producono anche vini di diversa fattura adatti al gusto del cosiddetto “pubblico internazionale” e presentati tramite la Doc “Langhe”.

Dolcetto

dolcettoIl Dolcetto è tra i vitigni autoctoni piemontesi più tipici ed è coltivato in varia misura un po’ ovunque nella regione, ma la sua culla ideale è la Langa. Predilige terreni calcarei marnosi su colline fra i 250 ed i 600 m.s.l.m., ma riesce a maturare anche oltre i 700. Il nome del vitigno deriva dalla particolare dolcezza della polpa dell’uva, ma i vini che se ne ricavano sono esclusivamente asciutti e decisamente secchi, caratterizzati da una modesta acidità e da un piacevole retrogusto amarognolo.

Barbera

barberaVitigno a bacca nera molto diffuso in Piemonte e di origine antichissima. La forte adattabilità al tipo di terreno e al clima, la produzione abbondante, l’alta resa del mosto e la ricchezza di materia colorante incoraggiarono i contadini a impiantare vigne di Barbera e a produrne il vino. La sua importanza crebbe notevolmente alla fine dell’Ottocento quando fu riconosciuto come vitigno di forte vigoria in grado di resistere alla fillossera, che aveva invaso, distruggendoli, parecchi vigneti. In passato il Barbera piemontese era considerato “rustico”, ma con il tempo è cresciuto nella stima del pubblico perché si è dimostrato capace di offrire vini di media longevità e buona struttura che resistono al tempo. Come per il Nebbiolo anche il Barbera evidenzia nei suoi caratteri la natura del suolo di provenienza e l’impronta morbida delle marne calcareo argillose: “le terre bianche”.

Nebbiolo

nebbioloÈ il più antico vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, uno tra i più nobili e preziosi d’Italia. Il suo nome deriverebbe da “nebbia”: secondo alcuni perché i suoi acini danno l’impressione di essere “annebbiati”, ricoperti dalla pruina abbondante; secondo altri, invece, perché la maturazione tardiva dell’uva spinge la vendemmia al sorgere delle prime nebbie d’autunno.
Ha bisogno di cure attente e laboriose, per questo motivo la sua coltivazione ha vissuto periodi di splendore e di offuscamento, ma non è mai stata abbandonata dai viticoltori locali, consapevoli del pregio altissimo dei vini che se ne ricavano. I suoli calcarei e tufacei sono l’ideale per questo vitigno.
Giunge a maturazione piuttosto tardi rispetto ad altri, nella prima metà di ottobre. Abbastanza sensibile agli sbalzi improvvisi di temperatura si avvantaggia delle oscillazioni tra giorno e notte in fase di maturazione ma la ricchezza di tannini della sua buccia richiede posizioni collinari ben esposte al sole.
Se ne ricavano vini forti e potenti, molto ricchi di alcol che spesso esprimono al meglio le loro caratteristiche in seguito a un lento invecchiamento.

Arneis

arneisL’origine di questo vitigno a bacca bianca si perde nella notte dei tempi, così come non si conosce con esattezza la sua zona d’origine. Dopo aver prosperato lungo i secoli, questo vitigno venne fatalmente colpito dalla crisi della viticoltura e dallo spopolamento delle campagne a cavallo delle due guerre mondiali.
Alla fine degli anni Sessanta era ridotto a pochi filari sparsi tra quelli di Nebbiolo, perché i suoi acini dolcissimi e di precoce maturazione tenevano lontani gli uccelli dalle uve nere, più remunerative
All’origine del rilancio e delle nuove fortune dell’Arneis ci sono anche le selezioni clonali che lo hanno decisamente migliorato. Fino a qualche decennio fa, infatti, le viti erano piuttosto difformi e da questo potrebbe derivare il nome, che nel dialetto locale significa “birichino” o “scapestrato”.

Moscato

moscatoIl Moscato Bianco è sicuramente l’uva a bacca bianca più diffusa nella regione Piemonte, in particolare nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. Raggiunge la maturazione quando la buccia sottile cambia colore da giallo a dorato o ambrato grazie alle esposioni a sud.
E’ una varietà a maturazione precoce, il Moscato Bianco produce un vino dolce aromatico, e frizzante e – più comunemente – vini spumanti. Le uve appasite vengono utilizzate per la produzione dei vini vendemmia tardiva di altissima qualità.